Qualcuno parla di svolta epocale, di fine di un’epoca. Altri, addirittura, di giorno della liberazione e dell’unità nazionale. Rimango perplesso e provo a buttare giù pensieri sparsi.
Penso, innazitutto, che ci vorrà del tempo per leggere nel modo corretto l’esperienza politica che sembra essersi chiusa con le dimissioni di Silvio Berlusconi. Molti inneggiano alla fine del berlusconismo, dimenticando, forse, che il berlusconismo è stato alimentato più dagli avversari di Berlusconi che dallo stesso. Ci vorrà tempo, calma e una certa distanza emozionale dagli avvenimenti che stiamo vivendo in questi giorni. Personalmente ritengo (da cittadino libero di esprimere la sua opinione e da elettore libero da tessere di partito) che chi vince le elezioni debba essere lasciato libero di governare per tutto il tempo previsto dal mandato.Nel caso in cui ciò non fosse possibile si dovrebbe tornare alle urne. Ci ritroviamo, invece, con un quasi presidente del consiglio mai candidato e, quindi, mai eletto dal popolo; sostenuto da una maggioranza formata anche da chi le elezioni ( mi riferisco a quelle del 2008) le ha perse; nominato senatore ( e quindi piazzato nella politica, svestendo i panni del tecnico) con quel residuo ancestrale dello statuto albertino che si chiama
“istituto dei senatori a vita” e che mi sa più di informata sullo stile Cavour che di vera e propria sovranità popolare. Nulla contro Monti, anche se ci sarebbero da chiarire certe sue
“frequentazioni”(leggi: consulenze) con certi colossi della finanza mondiale che tutto sono tranne che estranei alla crisi economica internazionale. Mi si dirà: “eh però la legge elettorale è una porcata”, da cambiare.Ok! mi ritrovo in questo, ma aggiungo: non ci
provò nemmeno Prodi dopo aver governato due anni avendo vinto le elezioni per un paio di voi…e allora di cosa stiamo parlando? Sembra che l’unico obiettivo fosse mandare a casa Silvio Berlusconi. Tutto, anche un governo di cinesi, tutto purchè Silvio B. se ne vada a casa. Ennesimo esempio di berlusconismo al contrario. Tutta lapolitica di questi ultimi 17 anni è stata un continuo referendum pro o contro una sola persona. Una volta i governi senza maggioranza cadevano e si andava a votare. Le legislature duravano pochi anni e le elzioni anticipate erano un classico. Da qualche anno a questa parte c’è chi ha vinto le elezioni e ha governato, c’è chi le ha perse…e ha governato lo stesso. C’è chi non ha partecipato nemmeno alla corsa… e si è trovato sul podio. Dalle mie parti si chiama colpo di stato, sospensione della democrazia. Che me le cantate a fare allora “bella ciao”?!? Si era in una situazione di piena costituzionalità: un candidato e il suo partito avevano vinto le elezioni, conservavano una maggioranza. Punto. Monti non si è mai candidato…eppure governa! Faccio fatica a non vederci del marcio. A pensare male si fa peccato…ma non si sbaglia (quasi)mai. Si era detto largo ai giovani….non può governare un vecchio bavoso. Monti non mi sembra uno sbarbatello. Insomma sembrano essere cadute tutte le pregiudiziali che hanno condizionato la politica italiana di questi anni, pur di sbattere fuori uno che era riuscito a governare, per la prima volta dopo De Gasperi, per un’intera legislatura ( mi rerisco a quella 2001-2006); pur di sbattere fuori lo sporco capitalista. Non so come andrà a finire, quanto durerà, cosa farà. Sperò solo nel meglio per l’italia, ma conservo tutti miei dubbi sulle manovre di palazzo che hanno portato a questa situazione politica. Un amico mi ha detto” se non danno un incarico di governo a una persona credibile entro domattina i mercati ci massacrano… a quel punto sarebbe irrilevante andare a votare perchè non esisterebbe più un paese da governare (vedi la Grecia)… porta pazienza Monti durerà poco…”. Appunto!il problema sono loro, questi fantomatici mercati, sono loro che stanno decidendo le sorti dei governi (non estranei da colpe ovvio!!). Pero mi fa ridere vedere gente che esulta per la fine di un governo, ignari di quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi. Sul concetto di credibilità ci sarebbe altro da dire. Proporrei il concetto di “affidabilità” intesa come garanzia per chi sta governando la crisi dietro le quinte.
Berlusconi e Monti
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